David Reimondo è una delle voci più originali della ricerca artistica contemporanea italiana.
Nato a Genova nel 1973, vive e lavora a Milano e sviluppa da anni un percorso coerente e riconoscibile
centrato sul rapporto tra essere umano, linguaggio, percezione e pensiero. La sua pratica attraversa
installazione, scultura sonora, videoproiezione, luce, scrittura, stampa e modellazione, dando forma a
opere in cui il segno non descrive il mondo: lo rifonda.
Il cuore della sua ricerca si condensa in progetti come Etimografia, Le parole che non esistono e
Cromofonetica, veri e propri sistemi espressivi autonomi nei quali Reimondo inventa nuovi alfabeti,
nuove corrispondenze tra suono e significato, nuove relazioni tra colore, forma e voce. Il risultato è un
linguaggio artistico di forte densità concettuale, ma capace di tradursi in opere di grande impatto
visivo e sensoriale.
Esposto in sedi e progetti di rilievo come Museo Novecento di Firenze, Mazzoleni Torino, Bocconi Art
Gallery, UniCredit Art Collection e XNL Aperto, Reimondo si distingue per una poetica che coniuga
rigore, invenzione e apertura interdisciplinare. La recente monografia pubblicata da Silvana Editoriale
conferma il peso crescente della sua figura nel panorama contemporaneo.
La sua opera interessa collezionisti, istituzioni e curatori perché non si limita a “rappresentare”, ma
costruisce nuove possibilità di comunicazione. In Reimondo, l’arte diventa spazio di relazione, codice
aperto, esercizio di libertà del pensiero. È proprio qui che sta la sua forza: un lavoro colto, riconoscibile
e profondamente contemporaneo, capace di parlare tanto alla dimensione intellettuale quanto a
quella sensibile. Questa è una valutazione interpretativa, ma è coerente con l’impianto della sua
ricerca, con i contesti che lo hanno ospitato e con il taglio critico della monografia dedicata all’artista.